Vietata con un’ordinanza del Sindaco per tutta l’estate a Martina la vendita di bevande da asporto in vetro e lattina. La decisione per motivi di incolumità pubblica e  sicurezza urbana. L’infrazione si configura come reato penale

divietoIl Sindaco Franco Ancona ha emesso un’ordinanza con la quale vieta per tutto il periodo estivo la vendita di bevande da asporto in bottiglie di vetro e lattine. In sostanza, il Sindaco ordina che gli esercizi della somministrazione di alimenti e bevande e del commercio in sede fissa e/o su aree pubbliche, i distributori automatici, nonché le attività artigianali che vendono o somministrano prodotti confezionati in bottiglie di vetro e/o lattine, dalle ore 21.00 del 1° luglio 2015 alle ore 8.00 del 20 settembre 2015, non cedano a qualsiasi titolo, per asporto, bevande in contenitori di vetro e/o lattine.  L’ordinanza è preceduta da una premessa, nella quale il primo cittadino spiega i motivi di tale divieto. Innanzitutto, si parte dalla considerazione che il periodo estivo vede ogni anno nella nostra città un notevole flusso di pubblico legato anche alle tante manifestazioni che animano il centro abitato e le aree rurali. Al fine di evitare che si verifichino inconvenienti legati all’uso improprio di bottiglie di vetro e lattine, con conseguente pericolo per l’incolumità delle persone e per l’ordine pubblico, viene quindi ritenuto opportuno vietarne o, comunque, limitarne la commercializzazione. L’amministrazione ha altresì ritenuto opportuno prevedere che la disciplina della materia, mediante ordinanza, abbia una durata temporale limitata al periodo in cui nel centro storico si realizzino attività e manifestazioni che richiamino un considerevole flusso di persone, specialmente nelle ore serali e notturne. L’ordinanza prende atto anche da un decreto del 5 agosto del 2008 emesso dal Ministero dell’Interno, nel quale all’articolo 1 sono state definite le nozioni giuridiche di incolumità pubblica e sicurezza urbana: “ … per incolumità pubblica si intende l’integrità fisica della popolazione e per sicurezza urbana un bene pubblico da tutelare attraverso attività posta a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale”. I contravventori saranno puniti ai sensi dell’articolo 650 del codice penale e  i provvedimenti eventualmente necessari per l’esecuzione d’ufficio sarnno adottati con le modalità previste dall’articolo 5 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Saranno le Forze dell’Ordine a far rispettare l’ordinanza in questione.

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