“Sono felice di essere qui stasera alla prima di un Festival di respiro internazionale che si svolge in uno dei territori più incantati e magici della Puglia”.
Ha esordito così il governatore della Regione Puglia alla prima del Festival della Valle d’Itria che si è tenuta ieri sera nel suggestivo e tradizionale atrio del Palazzo Ducale di Martina Franca. Un foyer dove l’evento mondano si mescolava a quello culturale, dove tutte le autorità civili, militari e istituzionali si sono date appuntamento, insieme agli appassionati e agli amanti del belcanto.
“Un Festival capace ogni anno di rinnovarsi che mette insieme da un lato la serietà scientifica e il lavoro filologico nella riscoperta di antichi tesori o nella passione manieristica della mescolanza dei generi. Ma dall’altro porta su questo palcoscenico un grande spettacolo. Stasera con la “donna serpente” vedremo una fiaba che è una complessa macchina degli incantamenti. Quarant’anni, in realtà, sono l’infanzia di un Festival che fa onore alla Puglia e che rappresenta sicuramente una delle perle di un’estate pugliese ricchissima di eventi culturali. Una Puglia in controtendenza rispetto all’Italia, dove il turismo è in crisi, e la spiegazione credo proprio che la Puglia non offre soltanto il bel mare, l’ottimo cibo e il buon vino, ma c’è anche tanta offerta di buona cultura”.
Il Festival, aveva già detto Vendola in fase di presentazione ufficiale, “rappresenta un fiore all’occhiello della Puglia che ha voluto investire in cultura, continuando a dire, ostinatamente e controcorrente, che investire in cultura non è soltanto un ristoro dell’animo, non fa soltanto bene allo spirito e all’educazione. Investire in cultura fa bene all’economia: il Festival della Valle d’Itria ha un indotto economico assolutamente rilevante. Non è un evento del folclore locale, ma un festival di respiro cosmopolita, un appuntamento che attrae da tutto il mondo un pubblico specializzato, che viene a godere di quelle notti in cui musica e bellezza si fondono magicamente”.

MG

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