Rispedito a casa, in Gran Bretagna, il clochard inglese di 46 anni, C. M. P. che l’estate scorsa imperversò per le strade della Valle d’Itria, tra Martina Franca e Alberobello in particolare, lanciando sassi alle auto di passaggio.
Ieri il presidente della seconda sezione penale Michele Petrangelo ne ha convalidato il decreto di allontanamento dal territorio nazionale emesso dal prefetto ed eseguito dal questore di Taranto. 
L’uomo è stato condannato a tre anni di reclusione per lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, minaccia aggravata dall’uso di coltello e porto di oggetti atti ad offendere.L’uomo è stato accompagnato in auto la scorsa notte fino a Roma da quattro agenti di scorta ed imbarcato su un volo per Londra, affidato ad una scorta internazionale. Il cittadino britannico già nel maggio dell’anno scorso era stato denunciato dal commissariato di Manduria perché fermato in piazza mentre brandiva un coltello con una lama di 24 cm. Fu arrestato il 30 agosto successivo grazie all’intervento di due pattuglie di carabinieri dopo che aveva lanciato contro quattro auto di passaggio diversi massi che aveva sradicato dai muretti a secco della strada provinciale che collega Martina Franca ad Alberobello, quella del tradizionale pellegrinaggio a piedi. L’uomo, in evidente stato di “trance” aggressiva, tento persino di colpire l’auto dei carabinieri e si scagliò contro i militari, dopo aver minacciato un automobilista con un grosso coltello. Durante la sua permanenza in carcere, tra l’altro, il clochard è stato violento ed aggressivo con i compagni di cella, e anche durante il processo ha tenuto atteggiamenti irrispettosi nei confronti di magistrati e avvocati. Il recente decreto pubblicato nella legge 92 del 26 giugno scorso, emanato d’urgenza dall’esecutivo in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà rischiava di far tornare l’uomo in libertà. Per questo motivo l’uomo è stato scarcerato ma immediatamente espulso per motivi di pubblica sicurezza da prefettura e questura, attivate con il coordinamento del sostituto procuratore Lucia Isceri, che seguì il caso la scorsa estate.

(la foto risale all’anno scorso)

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