La difesa di C.D.B., il 24enne arrestato il 16 settembre dell’anno scorso con l’accusa di omicidio della sua fidanzata 21 anni, morta una settimana dopo essere stata colpita da due proiettili esplosi a distanza di circa 12 ore, ha chiesto al gup Vilma Gilli che l’uomo venga sottoposto a perizia sulla capacità di intendere e di volere.

Il difensore dell’imputato ha chiesto un incidente probatorio, probabilmente per il 26 agosto prossimo, per stabilire se il giovane, nel momento in cui ha sparato il colpo fatale, fosse capace di intendere e di volere. Il giovane è accusato di omicidio volontario, detenzione illegale di pistola modificata e del tentato omicidio della madre della fidanzata. Secondo l’impianto accusatorio del pm l’uomo sparò contro la fidanzata in due momenti diversi, a distanza di 12 ore fra la sera di domenica 15 settembre 2013 e la mattina successiva, prima colpendola ad un rene e poi ad un polmone. L’episodio avvenne in una villa di via Tafuri a Statte. Il ragazzo ha ammesso di aver fatto fuoco una sola volta contro la fidanzata e nega invece di aver successivamente sparato anche contro l’auto della madre della ragazza che cercava di seguire l’ambulanza diretta verso l’ospedale.

(immagine puramente indicativa non strettamente connessa alla notizia)

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