La notizia diffusa oggi, risale alla mattinata di ieri, quando un pescatore sulla riva brindisina ha rinvenuto in località Torre Canne – Canne Bianche – il corpo di una tartaruga senza vita spiaggiata tra le alghe.

L’esmplare appartenente probabilmente  alla famiglia delle Testudo caretta Areale comunemente chiamate “caretta caretta”,  tra le più diffuse nel Mediterraneo, è anche fortemente minacciata dall’impatto ambientale dell’uomo che ha fortemente ristretto i suoi spazi riproduttivi. In tutto il bacino  del Mediterraneo sono pochissimi i luoghi italiani dove l’esemplare si dirige per farlo, ed è ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali. La Puglia riserva alle tartarughe un angolo incontaminato, o quasi, nella riserva naturale di  Torre Guaceto e alcune zone del Salento.

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Forse l’esmplare, di circa 50 centimetri, che com’è noto si accoppia negli ultimi mesi estivi per poi deporre circa sessanta uova, cercava la spiaggia di provvenienza, le tartarughe hanno infatti un’ottima capacità di memorizzazione  del nido, luogo dove tornano dopo 25 anni per deporre e forse in tale ricerca si sarà smarrita. Oppure, ed è la cosa che più temiamo per lei e per altri esemplari, l’inquinamento della zona può averne causato la morte. In quel tratto di costa infatti vi sono scarichi fognari, non più funzionanti, le cui tubature sono state realizzate al tempo  in composti di amianto. Esse andrebbero rimosse quanto prima per evitare che simili situazioni possano ripetersi.

Il nostro grazie a chi ci ha fornito foto e dettagli, il nostro dovere è  quello di far giungerre la notizia a chi tutela flora e fauna marina un episodio simile è spaventoso, ma ancor prima sollecitare chi ha l’obbligo di tenere pulite e sgombre le spiagge  da ogni componente  inquinante ed intervenire quanto prima per ristabilire  un ecosistema, ormai fragile, che versa grave pericolo.

Evelina Romanelli

 

(Foto: diritti riservati A. Basile)

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