pino sgobio
Pino Sgobio

Si svolgerà mercoledì 21 gennaio alle ore 18 presso la sede del Partito Comunista d’Italia in via La Favorita, 20 l’iniziativa pubblica dal titolo: “Ricostruire il Partito Comunista per il bene dell’Italia”.
Parteciperanno Franco Massafra, segretario cittadino del PCd’I, Giancarlo Girardi , Federazione PCd’I di Taranto e Pino Sgobio, direzione nazionale Partito Comunista d’Italia. «Nei giorni scorsi centinaia di compagne e compagni hanno affollato il Centro Congressi Cavour di Roma per dimostrare la loro adesione convinta ad un progetto di ricostruzione di un soggetto politico comunista unitario e rinnovato. Un apporto prezioso ai processi unitari a sinistra a cui i comunisti organizzati in partito devono portare il loro contributo», ha affermato Cesare Procaccini, segretario nazionale PDCI, annunciando di fatto la nascita del Partito Comunista d’Italia. Il PdCI (Partito dei Comunisti Italiani) “ritorna al futuro” e, a seguito di un processo di riorganizzazione e rilancio dell’attività politica organizzata degli operai italiani, riacquisisce il nome che esattamente 94 anni fa venne dato al partito di Antonio Gramsci e Amedeo Bordiga nello storico congresso di Livorno. A distanza di alcuni anni dalla sciagurata scelta di chiudere l’esperienza del Partito Comunista Italiano e all’epilogo del renzismo a cui sono giunti i fautori di quella “svolta”, i Comunisti riaffermano la loro volontà di essere parte delle dinamiche della società e di essere il soggetto rivoluzionario del cambiamento autentico. Nella relazione introduttiva di Fosco Giannini (segreteria nazionale PDCI), tenuta all’assemblea nazionale per ricostruire il Partito Comunista, viene esaminata la situazione geopolitica attuale: «Siamo di fronte ad un’Unione Europea dai sempre più chiari caratteri iperliberisti, antidemocratici, antipopolari e antioperai che richiede la messa in campo di un lungo ciclo di lotte sociali, nazionali e sovranazionali, per il quale i partiti comunisti d’Europa e il Partito Comunista possono e debbono svolgere – assieme alle altre forze di sinistra – un ruolo centrale. Un ruolo storico». Il nuovo partito vuole riprendere un discorso di “lotta” nei confronti di un «nano capitalismo italiano, tanto straccione quanto ferocemente antioperaio, che chiede il ritorno ad una lotta di classe dispiegata nell’intero Paese e condotta dal movimento operaio assieme agli studenti e ai disoccupati, con i comunisti protagonisti di questa lotta». Il partito rinasce con l’intento di riprendere «il ruolo dei comunisti, il ruolo sociale e politico, il compito che consegna un senso pieno al progetto della ricostruzione del Partito Comunista in Italia!». L’appello di unirsi a questo nuovo progetto viene rivolto a chi si sete fedele ai principi del comunismo, mentre «chi vuole abbandonare la lotta, chi vuole desistere da questo nostro progetto comunista e rivoluzionario, si accomodi pure nel già affollatissimo treno rosa-pallido che ha deragliato storicamente, uscendo dalla lotta per il socialismo. Starà in moderata e mesta compagnia». Gli esponenti del nuovo PCd’I diciarano di voler continuare a combattere e a lavorare per ciò che sentono «profondamente giusto, per quello stesso progetto per il quale dette la vita il compagno Antonio Gramsci e tutti i comunisti e gli antifascisti del nostro Paese: costruire l’unità della sinistra di classe, costruire un fronte di sinistra e di popolo, ricostruire il Partito Comunista in Italia! ».

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