Ci saranno anche i volontari del WWF Martina Franca a sorvegliare un nido di tartarughe caretta caretta, affiorato dopo una mareggiata nella zona di Campomarino. In collaborazione con la sede di Taranto i volontari martinesi, coordinati dalla biologa Candida Fasano, sorveglieranno per ventiquattro ore le uova di tartaruga per evitare che queste vengano mangiate dagli animali randagi. Al momento del ritrovamento i volontari del WWF, scortati dalla Guardia Costiera, avevano ritrovato una settantina di uova ma di queste furono salvate solo venti e trasferite da un sito molto praticato dai bagnanti a uno più idoneo. Attualmente il luogo è presidiato h24 dai volontari, insieme alla gente del posto che con generosità sacrifica il proprio tempo libero per salvaguardare i piccoli esemplari in procinto di nascere.

Con ogni probabilità si tratta della medesima tartaruga che depose le uova praticamente nello stesso sito tre anni fa. Alla fine del periodo di cova le uova si schiuderanno di notte e le tartarughine conquisteranno il mare attratte dalla luce della luna o delle torce dei volontari. A breve sono attesi i risultati dello studio sui resti delle uova rotte ritrovate insieme a quelle recuperate. Lo studio dovrebbe dire a che stadio di accrescimento sono gli embrioni e quindi si potrebbe ottenere una stima più precisa sulla data di schiusa. Normalmente la covata dura dai 40 ai 70 giorni a seconda della temperatura della sabbia. In genere la schiusa avviene la prima notte di luna piena dopo il quarantesimo giorno di covata.

La presenza di tartarughe conferma la scelta di uno dei mari più puliti della Puglia per la nidificazione, scelta che rischia di essere vanificata insieme al duro lavoro dei volontari del WWF.  Infatti nella nota stampa diffusa dall’associazione si denuncia l’istallazione del depuratore di Specchiarica che dovrebbe avere uno scarico in mare, nello stesso punto in cui sono depositate le uova di tartaruga. Si tratta di una decisione presa della giunta regionale, in disaccordo con le popolazioni locali e gli abitanti. Si legge nella nota del WWF: “sono scelte scellerate dell’Amministrazione regionale. Oggi ci sono numerosi curiosi e appassionati che chiedono informazioni sull’avvenimento, replicatosi praticamente nello stesso luogo a distanza di tre anni e sulla vita delle tartarughe. La popolazione si è dimostrata matura. La politica ancora no”.

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