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Serata carica di partecipazione nella sede della Fondazione Paolo Grassi che ha accolto la conversazione di Massimo Bray dedicata a Italo Calvino sul tema: “Calvino e la scoperta di nuovi mondi. Dal Barone rampante alle Lezioni americane”. A trent’anni dalla scomparsa dello scrittore, contemporaneo, senza tempo, capace oggi di legare i suoi sentimenti e le sensazioni dei suoi scritti al vivere quotidiano.

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(Massimo Bray, un uomo che si emoziona osservando la dedica di Brecht)

La manifestazione, organizzata dall’Assessorato alle Attività e ai Beni Culturali del Comune di Martina Franca, nella persona di Antonio Scialpi, dalla Fondazione Paolo Grassi, come sempre magistralmente diretta dal presidente Franco Punzi, ha accolto il direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani che ha letteralmente ipnotizzato un affollato pubblico in due intense ore di convesazione.

Tempo parso un attimo in realtà, in cui si è parlato dei mezzi attraverso cui la cultura viaggia, a braccetto con la lettura, con modalità oggi diverse da quelle del passato, ma in modo sempre continuativo. Attualmente tablet e smartphone sono mezzi primari per l’accesso alla lettura, una forma che si allontana dallo stile dei nostri letterati. Ma che si intreccia nelle finalità, la sete di sapere e di conoscenza.

Il discorso di Bray si snoda attraverso una piacevole passeggiata nel tempo, dalla bibliografia dell’autore, agli anni della prima repubblica, passando per le agitazioni degli anni Sessanta e soffermandosi sulla responsabilità che in ogni momento gli intellettuali avevano e hanno, interpretando il tempo, che vivevano e vivono. Oggi il sapere risulta alle volte fastidioso, chi elargisce un consiglio può dare l’impressione di voler andare contro corrente. Bray invita a fidarsi della cultura, in tutte le modalità che possiamo ritrovare attorno a noi, con un buon vecchio libro, o con l’ascolto di momenti culturali, quali quello che stasera ha interessato la città, perché la conoscenza resta l’unica arma dell’uomo in un contesto del “non luogo” quasi sbiadito nel tempo.
Bray parla poi di un nuovo progetto dal nome“T leggo”, dove la T è identificativa dell’istituto enciclopedico, che si pone l’obiettivo di incentivare la lettura in tutto il territorio nazionale, dalle grandi alle piccole strutture.

La Treccani risulta oggi la fonte sul web più consultata in Italia, garantendone la sopravvivenza della prestigiosa raccolta in volumi. Bray invita a difendere le proprie identità storiche linguistiche, senza distrazioni per neologismi stranieri. La fiducia è riposta nelle nuove generazioni, che probabilmente cresceranno con più capacità e più voglia di fare rispetto al passato, abbandonandosi a quella leggerezza che, come Calvino definiva, diviene non superficialità, ma capacità di guardare oltre le problematiche che divengono sovente macigni sul cuore.

Il direttore conclude con le parole di Papa Francesco “il mondo che abbiamo è dei nostri figli, delle generazioni future, siamo tenuti a chiederci che mondo vogliamo lasciare loro? Siamo tenuti a difenderlo, a non distruggerlo, a prendercene cura, dobbiamo per loro essere esempio, poter insegnare  qualcosa, se non saremo capaci di ciò, di mutare il nostro punto di vista, difficilmente potremo pensare ad un fututo diverso, migliore, ad uno sviluppo sostenibile, ecco perchè lontano dal pensiero primario dovrebbe essere la rendita finanziaria, meno individualismo e più solidarietà, imparare a dialogare, ad ascoltare. Poter garantire un futuro migliore, un lavoro  e una gratificazione sociale e culturale”.

Evelina Romanelli

(Foto: Cinzia Greco – E. Romanelli)

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