Il Festival della Valle d’Itria esce dall’atrio del Palazzo Ducale  per incontrare la città di Martina Franca con “incursioni” a sorpresa. Domani le generali di “Medea” aperte gratuitamente agli under 30. Stasera l’ultimo concerto di “Novecento e oltre”
Medea_prove_MartaLe “incursioni di teatro urbano” sono infatti le sorprese che il Festival della Valle d’Itria regalerà al pubblico che si trova per strada. Dal 28 luglio al 3 agosto, per quattro volte al giorno, nei luoghi più significativi del centro storico, dopo le 19:00, avranno luogo sorprendenti incursioni di teatro urbano, tra canto e teatro che vedrà coinvolti i giovani dell’Accademia Rodolfo Celletti coordinati da Fattoria Vittadini. I passanti saranno coinvolti a loro insaputa in performance di teatro e musica che portano il Festival sempre più dentro la città e sempre più vicino al pubblico. Dopo l’iniziativa dei concerti Fuori Orario, che tanto interesse hanno rivelato da parte del pubblico, il Festival della Valle d’Itria si apre nuovamente alla città regalano pillole d’arte: ovviamente i luoghi sono tutti top secret per non rovinare la sorpresa. Ma il festival apre ancora una volta le porte ai giovani “under 30”. Dopo il successo della prova generale de Le Braci aperta ai giovani under trenta, il Festival della Valle d’Itria ripropone l’iniziativa con la Medea di Giovanni Simone Mayr che andrà in scena il 30 luglio, il 2 e il 4 agosto, diretta da Fabio Luisi.  La prova generale si terrà martedì 28 luglio alle ore 21:00, nell’atrio di Palazzo di Palazzo Ducale. Per accedere sarà necessario presentare all’ingresso il coupon d’invito già disponibile presso  la biglietteria del Festival della Valle d’Itria (in Via Ferrucci, 11). Tale iniziativa gratuita voluta dal  direttore artistico Alberto Triola, per coinvolgere e sensibilizzare  i giovani verso questo tipo di musica, ha l’obiettivo di incentivare la presenza sempre maggiore di pubblico ed educarlo all’ascolto.
Stasera, lunedì 27 luglio, invece,  nel chiostro di San Domenico alle ore 21:00 ultimo appuntamento con il ciclo dei concerti “Novecento e Oltre”.  Il discorso musicale sull’ars amandi già affrontato nei due precedenti concerti, si arricchisce domani sera di un ulteriore pagina di grande musica con un programma che spazia dalla Chanson francese, nello specifico Debussy, Poulenc, Chausson fino anche ai grandi chansonniers contemporanei Legrand e Trenet, con un grande intruso, una pagina di Kurt Weill, “Je ne t’aime pas”, scritta dopo la fuga del compositore dalla Germania nazista del 1933: a Parigi Weill trovò l’aiuto della cantante di cabaret Lys Gauty che, commissionandogli questo ed alcuni altri brani, lo salvò dalle ristrettezze finanziarie dell’esilio. In lingua italiana, accanto al divertente “Viva il Matrimonio” di Donizetti, una pagina rara di Ottorino Respighi, “L’ultima ebrezza” all’ascolto quasi una appassionata Aria d’opera tardo-romantica su testo di Ada Negri, le cui poesie compaiono numerose nel catalogo del compositore bolognese, e la quasi contemporanea “Lolita” di Arturo Buzzi-Peccia, cavallo di battaglia di Di Stefano, Alfredo Kraus, Beniamino Gigli e Luciano Pavarotti. Infine, uno speciale omaggio a Jean Sibelius nel 150° anniversario della nascita: il compositore finlandese, noto prevalentemente per la sua produzione sinfonica, fu autore di circa un centinaio di Songs per voce e pianoforte, prevalentemente in lingua svedese, con alcune eccezioni come  “Illalle” (Alla sera), il sesto dei Lieder op.17 del 1898 su testo di Forsman-Koskimies, dedicato dal poeta all’amante Ilta Bergroth, ragione per cui il titolo del brano assume una doppia valenza di significato (a Ilta).

Mariachiara Gentile

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