Il dolore e la rabbia, sentimenti di forte contrasto nel dare una notizia che mai avremmo voluto dare. Alessandro non ce l’ha fatta, famiglia e amici lo rimpiango, sindacati e autorità definiscono la tragedia “inaccettabile”. L’amministrazione comunale di Martina Franca proclama una giornata di lutto cittadino ed è vicina alla famiglia del giovane operaio. E l’assessore Stefano Coletta, in un post su facebook, aveva raccolto la proposta di  un utente dedicargli la giornata dello sport
MorricellaAbbiamo appreso la notizia tramite un messaggio giunto dalla nostra RSU aziendale. Erano le 16.30 di oggi pomeriggio, venerdì 12 giugno 2015, ma chi scrive non se l’è sentita di pubblicarla immediatamente. Forse sperava che non fosse vera, ma era una speranza irrazionale, perchè la fonte era attendibilissima. Ora è il momento del dolore per una perdita avvenuta in circostanze gravi e inaccettabili dalla ragione, perchè non si può morire per vivere. Mai. E da questo dolore scaturisce la rabbia, che però sia costruttiva. Perchè il sacrificio di Alessandro possa segnare una svolta che tutti vorrebbero. La redazione si associa al cordoglio di tutta la città, di tutta la provincia jonica, ma anche di tutta la Nazione. Perchè Alessandro è figlio e fratello di tutti noi (Matteo Gentile).

Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale di Martina Franca esprimono profondo cordoglio alla famiglia di Alessandro Morricella, la cui vita, oggi, si è spezzata prematuramente. Ancora una volta piangiamo la morte di un nostro concittadino lavoratore. Una morte sul lavoro apre un dolore grande, il più grande. E’una ferita profondissima che si apre per la consorte e per i loro due figli, per i parenti, per gli amici, per i colleghi di lavoro e per la comunità tutta. L’insanabile contraddizione che continua a sussistere tra i diritti, sanciti dalla nostra Costituzione, al lavoro e alla tutela della salute, esplode di nuovo in maniera lacerante stroncando l’esistenza di un giovane padre lavoratore. Queste tragedie, che purtroppo continuano a caratterizzare la storia del lavoro nelle nostre comunità, devono indurre, definitivamente, a scelte coraggiose e improcrastinabili  sull’applicazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro, sui controlli e sugli investimenti che possano garantire ai lavoratori e ai cittadini una vita dignitosa. Ci meraviglia, altresì, che l’incidente mortale si sia verificato in una fabbrica che da anni è sotto osservazione proprio sulla tutela del diritto alla salute da parte delle Istituzioni e delle Autorità competenti. E’ il segno che dobbiamo agire ancora tanto e in modo più efficace per evitare che si ripetano simili eventi che costituiscono un trauma per ciascuno di noi. Rivolgiamo, infine, un pensiero a tutte le vittime del lavoro proprio nel giorno a loro dedicato. L’Amministrazione Comunale, abbracciando la famiglia di Alessandro e interpretando il sentimento di dolore che pervade l’intera città, proclama il lutto cittadino durante la celebrazione delle esequie.
Anche ‘Amministrazione Comunale di Locorotondo esprime cordoglio per la scomparsa di Alessandro Morricella, giocatore della Acqua&Sapone Football Five Locorotondo. Nei giorni scorsi era stata espressa vicinanza alla famiglia ed agli amici. Oggi, purtroppo, si esprimono le più sentite condoglianze perchè è volato via un ragazzo meraviglioso.

FIM: SIA FATTA CHIAREZZA – «Vogliamo che sia fatta chiarezza sulla dinamica di questo incidente mortale, affinchè non si ripeta mai più. Alessandro lascia la moglie e due figli di 6 e 2 anni». Lo scrive il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli commentando la notizia della morte di Alessandro Morricella, spirato oggi al Policlinico di Bari a quattro giorni di distanza dall’incidente avvenuto nell’area dell’Afo2. Il 34nne era stato investito da un getto di ghisa incandescente. «Tutti i metalmeccanici della Fim Cisl – aggiunge Bentivogli – si stringono attorno alla sua famiglia ed esprimono il più profondo cordoglio».

Il Vescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro:

Con profondo dolore ho appreso la notizia della morte di Alessandro Morricella, il giovane operaio Ilva ustionato dalla fuori uscita di ghisa incandescente lunedì scorso, mentre svolgeva il suo dovere, nell’altoforno 2 dello stabilimento ionico.

Questa mattina, durante la Celebrazione Eucaristica di commemorazione delle vittime del lavoro, nel cimitero di Talsano, insieme al comitato promotore “12 giugno”, al Prefetto, ai rappresentanti di Comune e Provincia e a tutti i parenti delle vittime, avevamo ricordato Alessandro, nella preghiera, nella speranza che Dio gli facesse vincere la battaglia più importante.

Purtroppo non è stato così. Stringo paternamente a me la moglie e le due figlie, di 6 e 2 anni. Non ci sono parole che possano dare conforto ad un dolore tanto grande ma nel giorno in cui la Chiesa celebra il Sacro Cuore di Gesù, ancora una volta, come ho fatto questa mattina, voglio ricordare, nella fede, se non ci fosse Cristo, la morte avrebbe l’ultima parola e potremmo dire di aver perso i nostri cari defunti per sempre, nel nulla. Invece non è così. Loro partecipano con Cristo alla sua Redenzione.

Il nostro compito, a tutti i livelli, è quello di difendere la vita, il diritto dei diritti. Chiediamo al Signore di illuminare in particolare le autorità competenti, perché questi fatti che ci lasciano smarriti ed addolorati, non accadano più. Non si può morire mentre si lavora. Non è giusto. Non è tollerabile.

Preghiamo Dio Padre perché nella sua grande misericordia, accolga Alessandro in paradiso.
+ Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto  

Walter Musillo, segretario provinciale PD Taranto:

“Esprimo a nome mio e di tutti i democratici ionici il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia di Alessandro Morricella, scomparso in un tragico incidente all’Ilva.

Il verificarsi, ancora una volta, di incidenti mortali impone una approfondita verifica delle condizioni di sicurezza dei lavoratori e sollecita a migliorare la prevenzione degli infortuni nella grande fabbrica siderurgica.

In particolare, vanno chiarite le dinamiche dell’incidente di cui è rimasto vittima Alessandro Morricella, che ad appena 35 anni lascia la moglie e due figli piccoli, per evitare che eventi così tragici possano ripetersi”.

 

Dichiarazione di Mauro Faticanti, coordinatore nazionale per la siderurgia della FIOM/CGIL:

Non ce l’ha fatta Alessandro Morricella, l’operaio rimasto rimasto ferito a seguito di un incidente avvenuto nei giorni scorsi all’alba di Taranto.
È deceduto a seguito delle gravi ustioni riportate a solo un anno dall’ultimo incedente mortale accaduto sempre all’ilva ai danni di un lavoratore di una azienda dell’appalto.
Una morte che, come tutte andava e doveva essere evitata. Ora l’azienda risponda rispetto alle cause dell’incidente e alle procedure da modificare in quella precisa operazione produttiva dove si è verificato l’incidente.
La Fiom preannuncia che si costituirà parte civile nel caso dovessero emergere responsabilità che gli organi preposti dovranno accertare.

 

Ufficio Stampa UIL Puglia:

“Se questo è il prezzo del rilancio dell’Ilva, noi non ci stiamo. Il percorso che deve portare a una nuova tappa dello stabilimento ionico non può e non deve prescindere dalla sicurezza, dalla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, nonché dell’ambiente. Non si possono perdere vite umane così”.
Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, esprime “la vicinanza del sindacato alla famiglia di Alessandro Morricella”, il giovane lavoratore dell’Ilva morto dopo quattro giorni di agonia a seguito di gravi ustioni riportate durante il servizio.
“La tutela dei diritti, della salute e della sicurezza dei lavoratori – insiste Pugliese – non può essere svenduta, ma deve essere la base su cui costruire il futuro di un’azienda che ha enormi potenzialità, ma che è stata falcidiata da una gestione fallimentare, sotto ogni punto di vista, come quella della famiglia Riva, il cui conto è ancora salatissimo. Siamo disposti a trattare e a concorrere a trovare soluzioni utili a riportare in auge un’azienda strategica, fondamentale per il tessuto economico e produttivo pugliese e nazionale, ma non ad ogni costo”.

On. Gianfranco Chiarelli
“La circostanza dell’essersi verificato nella giornata in cui si ricordano le vittime del lavoro, rende ancora più tragica, quasi beffarda,  la notizia della morte del giovane operaio Ilva, Alessandro Morricella, avvenuta proprio oggi, a seguito di incidente sul lavoro, accaduto in Ilva lunedì scorso.  In questo momento ritengo che l’unico pensiero debba andare alla famiglia, alla moglie e alle due piccole figlie, a cui mi unisco con pensieri di vicinanza e cordoglio. Non mi sottrarrò però nei prossimi  giorni ad una attenta riflessione su questo ennesimo grave lutto che colpisce la nostra comunità, quella di Martina Franca in particolare. Una riflessione che noi tutti che abbiamo responsabilità istituzionali e politiche siamo chiamati a fare, rispetto al futuro di una fabbrica che non può continuare a dispensare solo morte e malattia”.

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1 COMMENT

  1. Profondamente colpita da questa tragica assurda notizia , mi associo al dolore della famiglia di Alessandro.

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