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“Grazie Alessandro”, il saluto della città a un ragazzo “che mise il cuore nelle scarpe e cominciò a volare”

grazie Alessandro

In quel luogo si festeggia, si esulta e si applaude. Nel Palazzetto dello Sport si è uniti, accomunati da una sola passione. In quel luogo si è svolto il funerale di Alessandro Morricella, il giovane operaio tragicamente vittima di quella che viene definita “morte bianca”. Nella commozione e nel silenzio composto di una comunità che si è stretta attorno alla famiglia di Alessandro, alla moglie Natalia, alle figlie Sofia e Greta, alla mamma e ai fratelli, lunghi applausi per il “giro di campo” finale. Un saluto, un grazie a un ragazzo che con il suo sorriso ha conquistato chiunque lo abbia incontrato. Don Luigi De Giorgio, vicario foraneo e parroco di S. Francesco d’Assisi, comunità di appartenenza di Alessandro e dei suoi, ha presenziato la celebrazione eucaristica insieme con i parroci di Martina Franca. Una cerimonia sobria e sentita, un momento di “familiarità”, lo ha definito don Luigi, richiamando al grande Mistero della Vita che non muore e dell’Amore che non può essere racchiuso in uno spazio o in luogo. Una cerimonia dove c’era anche il dolore, palpabile e forte, non misurabile né possibile da contenere. «Anche Gesù ha pianto davanti al suo amico e nessuno ha il diritto di fermare le lacrime, che sono anch’esse un dono di Dio», ha sottolineato nell’omelia il vicario. «In un momento in cui nessuno di noi sa dare risposte – ha aggiunto – vogliamo essere vicini alla famiglia di Alessandro e fargli sentire che ci siamo». E non è paradossale il fatto che lo stesso sacerdote e un amico di Alessandro, a nome di tutti gli amici, si siano rivolti al giovane in prima persona dicendogli «grazie». Alessandro ha dimostrato con i fatti che l’amore per la famiglia, gli amici, lo sport e il lavoro è un valore eterno, vivendolo in prima persona, e lasciando una grande eredità a tutti: «non stanchiamoci mai di vivere». E’ stato più volte ricordato l’entusiasmo, la voglia di vivere di un giovane che ha pagato con l’estremo sacrificio un tributo che nessuno dovrebbe mai versare. «Mai più morti bianche», ha scritto tra l’altro il Vescovo di Tararanto mons. Filippo Santoro, ricordando come Alessandro se ne sia andato proprio il 12 giugno, giornata dedicata a due ragazzi, Paolo Franco e Pasquale D’Ettorre, uccisi dal crollo di una gru, che come lui, 12 anni fa, videro i propri sogni spezzati da chi invece li doveva alimentare e sostenere. Alla cerimonia c’erano le varie autorità, c’era un rappresentante del Parlamento, c’era la corona inviata dal Presidente della Repubblica, e c’era il nuovo presidente della regione Puglia. A loro il compito di raccogliere il dolore e di incanalare la sacrosanta e forte rabbia che affiora oltre il dolore. Tra le iniziative, vorremmo segnalare come da un movimento politico martinese arrivi una richiesta al Sindaco: quella di intitolare il nuovo parco giochi per bambini in fase di completamento in Via Leone XIII alla memoria del giovane Alessandro Morricella. Per non dimenticare, ma anche per inneggiare alla vita e all’amore che unisce.

Matteo Gentile

(lutto cittadino)

(Sotto sequestro l’Afo 2)

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