Il capoluogo jonico è sempre più sotto assedio da parte di malviventi che stanno mettendo a dura prova tanto le Forze dell’Ordine quanto gli stessi cittadini che tentano ogni giorno di barcamenarsi in una situazione sociale ed economica che non si po’ certo definire rosea.
Dopo le tre sparatorie consecutive di martedì scorso, ieri ancora piombo nei confronti di uno dei centri culturali già colpiti in via Leonida, nello stabile al civico 55, e quasi in contemporanea due rapine nel rione Tamburi. In particolare, colpi di pistola sono stati esplosi alle 18.30 verso la saracinesca di un circolo ricreativo già preso di mira da sei proiettili, e testimoni dicono di aver visto due persone in moto che hanno fatto fuoco e poi si sono velocemente dileguate facendo perdere subito le proprie tracce. Appena un quarto d’ora dopo, praticamente in contemporanea, avveniva una rapina ai danni della stazione di servizio ‘Esso’ di via Porto Mercantile, mentre alle 19.30 ad essere presa di mira è stata la farmacia ‘Grottoli’ di via Archimede. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri ad agire sarebbero state due persone con volto travisato che hanno costretto il titolare a consegnare l’incasso presente in quel momento per poi dileguarsi a bordo di una moto. Stessa tecnica sarebbe stata usata poco più i mezz’ora dopo ai danni della farmacia. In corso di quantificazione l’ammontare dei due bottini, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 2 mila euro. Sui luoghi delle rapine sono intervenuti i Carabinieri del comandi provinciale, mentre sul luogo della sparatoria in via Leonida sono subito arrivati gli agenti della Squadra Mobile di Taranto, accompagnati per i rilievi di rito dai colleghi della Scientifica. Ancora interrogazioni all’interno del circolo, per seguire la pista del regolamento di conti tra bande rivali, visto che uno dei circoli colpiti è di proprietà del padre di Gianluca Solfrizzi. Quest’ultimo, ferito a una caviglia sabato scorso, è stato rilasciato dall’ospedale cittadino con una prognosi di 30 giorni, ed è più volte stato interrogato dagli uomini della Squadra Mobile, anche se il contenuto degli interrogatori sottoposto a segreto istruttorio. Nel frattempo, resta in silenzio Giuseppe Pascali, l’uomo arrestato in flagranza di reato e accusato di aver ferito il Solfrizzi. Ieri il giovane indagato è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco assistito dal suo legale di fiducia, avvocato Luigi Danucci, ma ha preferito restare in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. L’arresto è stato convalidato dal gip che ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere, contro la quale il legale ha già preannunciato ricorso al tribunale della Libertà.

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