Nel deposito temporaneo denominato Cemerad, a Statte (Taranto), che ha operato nel campo della raccolta di rifiuti radioattivi da applicazioni medico-industriali, “ci sono 16.724 fusti, di cui 3.344 con rifiuti radioattivi mentre nei restanti 13.380 ci sono rifiuti decaduti”.
cemeradLo rende noto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti facendo riferimento ad una informativa della prefettura di Taranto del primo ottobre 2014. “La societa’ Cemerad e’ stata dichiarata fallita nel 2005 e da oltre dieci anni il deposito e’ sottoposto a provvedimento di sequestro preventivo con affidamento al Comune di Statte”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che “il 10 dicembre 2014 il Prefetto di Taranto ha segnalato che il Comune di Statte ha fatto pervenire una relazione con i quadri economici di due ipotesi alternative di intervento, quantificando in oltre 5 milioni di euro i costi relativi all’ipotesi di caratterizzazione dei fusti in loco e successivo smaltimento dei rifiuti speciali non radioattivi, e in piu’ di 9 milioni quelli relativi all’allontanamento di tutti i fusti per la successiva caratterizzazione e avvio allo smaltimento”. Il Ministero dell’Ambiente e’ in contatto continuo con la Prefettura di Taranto che è l’autorità competente “per gli interventi di protezione civile, e segue con la massima attenzione tutto l’evolversi della vicenda avendo come obiettivi prioritari la piena sicurezza ambientale dell’area e la salute dei cittadini”. il Ministro ricorda che si sta predisponendo “da parte del comando provinciale dei Vigili del fuoco, il Piano di emergenza” in caso di “scenari incidentali riguardanti il deposito”.

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