Lo “sportello filosofico di Mattia” è ormai una realtà che si sta facendo sempre più conoscere tra i giovani. A curarlo, da quest’anno, è la dottoressa Serenella Balestrazzi, esperta di consulenza filosofica e counseling esistenziale.
Lo sportello è attivo gratuitamente dal febbraio 2014 e riceve presso la Teca “Fondazione Nuove Proposte” presso Monacelle – Fondazione Caracciolo De’ Sangro,  il mercoledì e il venerdì dalle 15 alle 18, e il giovedì dalle 9 alle 12, necessariamente su prenotazione telefonica 339.6171000) o via email (losportellodimattia@gmail.com). La consulenza filosofica è una disciplina di recente origine ma ormai diffusa in molti paesi del mondo. Nasce in Germania nel 1981, per iniziativa di Gerd Achenbach, il quale, lamentando il distacco della filosofia accademica dalla vita reale, rivendica il ruolo pubblico svolto dalla filosofia nell’antica Grecia, laddove essa si occupava anche della saggezza (in greco: phronesis), ossia del modo in cui ciascun uomo può condurre la propria vita, e veniva pertanto considerata una disciplina “pratica”. La consulenza filosofica, in questo senso, è una pratica di aiuto personale a sostegno degli individui che si trovano in situazioni di smarrimento esistenziale per difficoltà nella dimensione personale, relazionale, emotiva, lavorativa e identitaria. Attraverso l’ascolto, la chiarificazione, la ricerca introspettiva e la riflessione profonda, il consultante ritrova un proprio modo di ascolto di sé, di sviluppo delle proprie capacità di autoanalisi e di problem-solving. Ancora, impara a riconoscere e valorizzare le proprie propensioni e abilità per una vita più armonica e in linea con i desideri e aspirazioni personali. Lo sportello viene finanziato dall’associazione omonima, dedicata dalla famiglia Tagliente alla memoria di Mattia, giovane rimato vittima all’età di 24 anni di un incidente stradale, il quale credeva molto nella consulenza filosofica come in un valido strumento di supporto alla creatività giovanile e alla voglia di essere protagonisti della propria vita. “Il filosofo professionale non è necessariamente chiamato a rendere migliori le cose o ad aiutare a eliminare i problemi, ma piuttosto a renderli comprensibili nella loro complessità, in modo che l’altro possa vivere con essi, piuttosto che contro o a dispetto di essi” ha affermato Petra Von Morstein, tracciando in una semplice frase quella che si può definire, con un gioco di parole, la filosofia di fondo di questa disciplina. E a chi potrebbe obiettare che la consulenza filosofica potrebbe apparire come una sorta di psicoterapia o consulenza spirituale, risponde un altro dei fondatori della disciplina, Roger Paden il quale spiega che “l’obiettivo del consulente filosofico non è semplicemente rendere felici e soddisfatti i propri clienti, ma piuttosto chiarire e migliorare le loro idee e visioni del mondo attraverso un processo di riflessione critica. Si assume che tale riflessione possa spesso portare ad una soluzione dei problemi dei clienti, e che da ciò possano scaturire anche soddisfazione e felicità; ma il consulente filosofico si concentra sull’analisi delle visioni del mondo associate ai problemi esistenziali del cliente, non sui problemi stessi. I consulenti filosofici possono pertanto approntare servizi unici e di gran valore, quali l’analisi critica di idee e visioni del mondo problematiche”.

 

Matteo Gentile

 

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