Nei giorni scorsi la locale sezione fasanese dell’Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria ha organizzato, alla Selva di Fasano,  la terza edizione della Giornata Nazionale del Paesaggio in collaborazione con l’Associazione  Pro Selva.
trulli

Tra ville antiche, costruzioni rupestri e vegetazione tipica, l’occasione è stata propizia per riscoprire angoli sconosciuti ma caratteristici di un paesaggio da valorizzare e rendere fruibile ai visitatori.
Di seguito il racconto della giornata nelle parole del Gruppo Comunicazione dell’Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria

La Giornata Nazionale del Paesaggio, promossa da Mondi Locali (la cui 1° edizione si è svolta il 21 giugno 2007), è un’occasione per unire e dare forza e credibilità alle singole iniziative di messa in valore del patrimonio locale,  è un evento pubblico che mira a richiamare l’attenzione dei cittadini, dei media e delle autorità sulle azioni che ogni Ecomuseo e associazione ha svolto o svolgerà durante l’anno per il proprio territorio di appartenenza ed in particolare per il  paesaggio. Il paesaggio come ambiente di vita è innanzitutto un bene comune, la cui qualità dipende dall’impegno di tutti e influisce sulla vita di ogni persona.
In linea con quanto sancito dalla Convenzione Europea del Paesaggio, L’Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria da oltre quattro anni opera sul territorio, proponendosi di documentare, recuperare, testimoniare e valorizzare la memoria storica, la cultura materiale e immateriale della Valle d’Itria  e delle comunità che la abitano.
In occasione delle Giornata del Paesaggio 2014, oggetto di visita sono state due ville silvane, completamente diverse sia dal punto di vista architettonico che botanico-naturalistico, e la chiesetta “La Centruda”.
Nel corso della visita è stato rilevato come, nelle residenze silvane, sia riproposta, seppur con piccole differenze, una costante distribuzione degli ambienti interni, derivata in parte dalle costruzioni a trullo e in parte da nuove tipologie nate per soddisfare le crescenti esigenze della borghesia. Architetture imponenti, sono testimonianza di una valida ricerca artistica ed espressione delle competenze e del lavoro di tecnici e di schiere di artigiani locali della pietra (maestri costruttori, scalpellini…), i quali hanno contribuito a rendere grande anche la tradizione artigiana fasanese. L’importanza della Selva per il turismo pugliese, fu  tra l’altro riconosciuta nel 1934-36, con la costruzione di una casa del Littorio, o Casina Municipale, luogo per favorire gli incontri e lo svago fra i villeggianti.
La prima tappa del percorso di visita è stata la bella villa De Tullio, oggi Di Giulio, alla quale si giunge percorrendo la scesa Colucci (attuale viale delle Acacie). Dall’epigrafe affissa sulla torre della costruzione si evince che, nell’anno 1900, l’on. Vito Nicola De Tullio offrì alla diletta consorte Camilla De Nicolò questo luogo.
L’attuale villa è il risultato del pregevole ampliamento che l’onorevole realizzò dell’antica casina a trulli di Michele Pepe.  Invece gli attuali proprietari acquistarono la villa nel 1941. Osservando con più attenzione i particolari della costruzione, risalta il recupero della tradizione locale, che passa attraverso l’utilizzo di particolari decorativi (capitelli, fregi, bifore, cornici) desunti dal repertorio medievale. Non è un Medioevo ricostruito filologicamente, ma piuttosto l’evocazione di un’idea realizzata ricorrendo al vasto repertorio di modelli che circolavano con abbondanza all’epoca. Nella villa De Tullio, tentando di uniformare stilisticamente il complesso e, allo stesso tempo, di “mascherare” i trulli, venne “foderato” il perimetro dell’antica casina con una veste neomedioevale. In facciata fu tamponato il tradizionale “arcone” e, insieme a tutte le altre aperture, corretta la curvatura in gotica. A meglio nascondere i coni dei trulli, un’alta balaustra a elementi verticali fu sovrapposta alla cornice; il raccordo fra i due nuclei della villa, sul lato sud-est, fu realizzato ricorrendo a un collegamento in vetro colorato e ferro completato da una pseudo-cupola, di sicuro la parte più innovativa del complesso. La facciata principale, a cui si affianca la poderosa torre merlata, è annunciata da un ingresso porticato con colonne, che sorreggono un loggiato con bifora finemente decorata con colonnine tortili, capitelli e motivi floreali, che prolunga in avanti il raffinato tetto a spiovente. Mille i particolari che catturano lo sguardo del passante: rosoni, finestre ad arco acuto, capitelli, cornici, modanature, ogni elemento è dosato con rara maestria, in un’architettura complessa, dallo stile eclettico, creando interessanti scorci, tutti diversi, a seconda dei punti di vista. Vero gioiello dello stile neo-gotico, ancora oggi la villa è considerata una delle più affascinanti e misteriose realizzazioni architettoniche presenti in Selva. Interessante il giardino che si sviluppa nella parte della casina e nelle zone laterali con aiuole e alberi, cespugli, statue e fontane; le sculture sembrerebbero essere Renzo e Lucia, richiamando il tema amoroso della dedica della villa da parte del committente alla moglie. Sono tre gli elementi del tipico giardino all’italiana: una piccola vasca con ninfee; le aiuole geometriche (soprattutto di forma triangolare) e le statue in pietra. Ai bordi del giardino sembrano resistere querce secolari, che, assieme alle siepi di viburno e alloro, ci ricordano la vera essenza naturalistica silvana in cui è inserita la villa. Tra le specie arboree spiccano il tasso, i cedri dell’Atlante e del Libano, di dimensioni monumentali; due palme delle Canarie, non intaccate dall’azione invadente del punteruolo rosso; olmi siberiani; Robinia pseudoacacia, anche della specie ricadente.
Sempre lungo viale delle Acacie apre uno dei due ingressi che conduce a villa Colucci – De Stasi, seconda tappa del percorso. La vista sarà catturata da una superba residenza d’epoca, oggi in stato di completo abbandono e soggetta all’azione degradante degli agenti atmosferici. La sontuosa abitazione signorile sorge su un’antica casina, che fu  restaurata dall’ing. Angelo Messeni di Bari (progettista del teatro Petruzzelli), quando lo stesso ristrutturò la facciata del Municipio di Fasano e realizzò i tre palazzi della stessa casata, siti su Corso Garibaldi.
La struttura è su due livelli, pian terreno e primo piano. E’ presente anche un terzo livello interrato con la cantina. La villa, dal bellissimo colore rosa, presenta le pareti  ripartite da modanature e lesene color giallo ocra, che spartiscono la superficie e inquadrano le finestre, i balconi e il porticato.
L’ingresso principale della villa risulta attualmente totalmente ombreggiato dalle larghe chiome di pino e cipresso, la cui lettiera non lascia molto spazio alla biodiversità naturale. Un occhio attento però percepisce che la vegetazione attuale, frutto probabilmente di un recente rimboschimento, asseconda le pendenze di un profilo agrario che degrada verso la cosiddetta “padoule di monache”, antica depressione in cui vi erano ampi vigneti. La parte posteriore della villa, invece, quella più intima e segreta, sembra essersi completamente rinaturalizzata a querceta, con lecci e roverelle che lasciano largo spazio a viburni, pungitopi, lentischi, corbezzoli e alaterni. Infatti oggi, di un probabile preesistente giardino all’italiana, rimangono alcune ampie e rettangolari aiuole e poche sedute in pietra che conducono il visitatore verso un percorso in cui impera il silenzio e gli intensi profumi di bosco.
La passeggiata si è conclusa con la visita alla chiesetta, “La Centruda”, fatta edificare  nel 1626 dal priore Francesco Larizza, annessa all’antica casina dell’avv. Federico Bianco, sempre in Viale delle Acacie.
La chiesetta, dalla volumetria parallelepipeda, è attigua sul lato sinistro alla costruzione abitativa e presenta una semplice facciata su cui s’innalza il piccolo campanile a vela tra due pinnacoli laterali. All’interno l’unico vano, voltato a botte a sesto acuto, conserva il pavimento a “chianche” di diverse dimensioni che riproducono una grande croce latina centrale e motivi a rombo concentrici nel resto. Presso la chiesetta, nella stessa serata di domenica 17 agosto, è stato inaugurato un pannello turistico realizzato dall’ Associazione Pro Selva nell’ambito del progetto per l’ideazione di un itinerario tra le chiesette silvane. Il pannello è stato benedetto dal parroco della Selva Don Gino Copertino, alla presenza degli assessori Donato Ammirabile e Laura De Mola, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale fasanese, e dei partecipanti alla Giornata Nazionale del Paesaggio.

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