Chet Baker: “un angelo mancato”, omaggio a Martina Franca, giovedì 30 aprile, al grande del Jazz, presso il Teatro Verdi, in occasione della giornata mondiale unesco del jazz.
chet bakerLo spettacolo chiude la rassegna teatrale Città di Martina Franca organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese. Scritto e diretto da Clarizio Di Ciaula, musicato da Pasquale Mega, lo spettacolo racconta la storia di Chet Baker, un talento straordinario rivelato in ogni singola nota dal suono inconfondibile della sua tromba pur dilaniato da una vita dissoluta e quasi sempre sotto effetto di pesanti droghe. La messa in scena non si esime dall’esecuzione di musiche dal vivo per un viaggio sensoriale attraverso una leggenda del jazz. In scena 8 attori e 3 musicisti, che si alterneranno, insieme a proiezioni di filmati e immagini, nel raccontare le vicissitudini e la musica di uno dei più importanti protagonisti del jazz americano. Lo spettacolo è in occasione della giornata mondiale unesco del jazz. L’opera sarà replicata il 6 maggio al Teatro Orfeo di Taranto.
La vita di Chesney Henry Baker Junior, meglio conosciuto come Chet Baker, raccontata sul palcoscenico da attori e da musicisti attraverso un viaggio che percorre le tappe di una carriera straordinaria ma, al tempo stesso, d’una vita dissoluta e travagliata. La sensibilità ed il talento del musicista, considerato uno dei più  grandi trombettisti della musica jazz, vero punto di riferimento di quello stile jazzistico definito “cool jazz”. Ben presto, a soli tredici anni Chet riceve in dono dal padre, un chitarrista dilettante, un trombone che, non riesce a suonare e, così, ripiega su quello che diventerà il “suo” strumento: la tromba. Agli inizi degli anni’50 si ritrova ad incidere il suo primo disco a San Francisco con il sassofonista Gerry Mulligan con il quale suona uno standard My funny Valentine che diventerà la sua perla interpretativa. La chiamata dalla famosa etichetta discografica di Los Angeles World Pacific Records non tarda ad arrivare per un’audizione con il grande Charlie Parker che lo vuole subito con sé nel suo ensamble. Inizia, così, una grande ascesa anche come cantante dove Chet rivela sonorità intimistiche mai ascoltate prima di allora. Il suo intimo disagio, però, ed il suo profondo travaglio interiore trova rifugio soltanto nella droga. Nel 1955 viene nominato “miglior trombettista d’America” e nello stesso anno iniziano anche i suoi guai con la giustizia a causa dell’eroina. Trasferitosi in Europa sposa la modella Carol Jackson con la quale avrà tre figli. Vive in Italia per parecchio tempo e nei primi anni ’60 viene arrestato in Toscana. Il consumo di eroina è forse la causa che lo costringe all’estrazione dei denti anteriori o, forse, un regolamento di conti a causa di debiti con gli spacciatori. Certo è che per Chet questo equivale al ritiro dalle scene musicali.  Vive alcuni anni nell’anonimato svolgendo il lavoro di benzinaio, sino a quando un musicista non lo riconosce per caso e gli propone di rimettersi in sesto facendosi ricostruire la dentatura anteriore e provando, così, ad impugnare nuovamente la sua tromba. Chet accetta e prova a disintossicarsi, riprende a suonare e collabora con Elvis Costello.  Sembra che abbia ripreso a vivere ma bene presto le sue  frequenti permanenze ad Amsterdam, dove vi sono leggi più permissive, non lasciano dubbi sul fatto che abbia ripreso a bucarsi con l’eroina. Pur di procurarsi il denaro accetta di tutto cimentandosi anche come attore in alcune pellicole di film italiani e arrivando persino  a suonare sui marciapiedi del centro di Roma elemosinando pochi spiccioli. Per lui oramai non è importante esibirsi in contesti professionali o in bettole di provincia, il suo unico triste obiettivo è procurarsi del denaro per soddisfare il suo estremo bisogno di stupefacenti.  Tiene il suo ultimo concerto ad Hannover in Germania nell’Aprile del 1988 con un’orchestra di sessanta elementi che lo hanno aspettato per i cinque giorni antecedenti al debutto in sala prove, dove lui non si è mai fatto vedere. Pochi minuti prima del concerto Chet si presenta, prende la sua tromba e sale sul palco regalando, a detta dei critici, una delle sue migliori performance di sempre. Dopo pochi giorni, precisamente il 13 Maggio del 1988 alle tre e dieci del mattino, Chet Baker viene ritrovato morto sul marciapiede dell’hotel Prins Hendrik di Amsterdam. Sulla sua morte aleggia ancora oggi un certo mistero.
Questo spettacolo racconta la storia di un talento straordinario rivelato in ogni singola nota dal suono inconfondibile della sua tromba. Un musicista d’una sensibilità raffinata che, pur avendo dilaniato la propria esistenza con una vita dissoluta e quasi sempre sotto effetto di pesanti droghe, costituisce ancora oggi per qualsiasi musicista un ineluttabile riferimento interpretativo. Capace d’esprimere un universo di sensazioni ed emozioni trasmettendole a intere generazioni, ci ha lasciato l’inquietante interrogativo di sapere se sia stato complice, carnefice o, forse,  semplicemente vittima del suo immenso talento.

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  1. […] Cultura:  il paesaggio della Valle d’Itria e il Jazz d Chet Baker a Martina oggi 30 aprile. Si parte alle 18.00 con “Lo sguardo del paesaggio – un viaggio attraverso il paesaggio italiano, la Valle d’Itria e il territorio dei Trulli”. Con l’ autore del libro, Giuseppe Goffredo, il sindaco, Franco Ancona, l’assessore alle Attività Culturali, Antonio Scialpi, il fotografo Cosmo Laera. (Qui i dettagli) In serata, alle 21.00, in concomitanza con la Giornata mondiale Unesco per il Jazz, al Teatro Verdi “Chet Baker, un angelo… mancato…” Rappresentazione teatrale e musicale con Pasquale Mega, Camillo Pace e tanti altri artisti…regista Clarizio di Ciaula. (Qui i dettagli) […]

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