La domanda è rivolta alla Regione dal consigliere regionale Antonio Martucci, il quale contesta il deposito cauzionale messo in bolletta che contribuisce a rendere l’acqua troppo cara

Il Consigliere Regionale Antonio Martucci in una interrogazione urgente rivolta al Presidente del Consiglio Regionale ha chiesto di conoscere le ragioni che hanno spinto l’Acquedotto Pugliese «ad applicare un deposito cauzionale, penalizzando maggiormente il bilancio familiare dei pugliesi già minato della grave crisi economica?». Il consigliere di Mep parte da una considerazione: «AQP ha chiuso il bilancio 2013 in attivo e comunque ha già le tariffe più care d’Italia». In questi ultimi giorni, circa quattro milioni di pugliesi, stanno ricevendo le bollette di Acquedotto Pugliese trovando riportata all’interno della fattura, oltre alle somme relative al consumo idrico, anche l’aggiunta di un addebito cauzionale. «Tutto ciò – denuncia Martucci – avviene fregandosene sia degli utenti che delle Associazioni dei Consumatori». Secondo l’Autorità dell’Energia Elettrica e del Gas (AEEG) che nell’ultimo anno ha accorpato anche il settore idrico, infatti, la cauzione può essere facoltativa o obbligatoria, in entrambi i casi i gestori idrici decidono di applicare o meno questa cauzione. La cauzione, inoltre, non è forfettaria, come avviene per gli altri servizi (ENEL – GAS, ecc..), ma viene calcolata tenendo presente il consumo dell’acqua dell’anno precedente, addebitando tre mensilità, scontando del 40% i condomini ed escludendo dall’applicazione i beneficiari del bonus idrico e tutti coloro che pagano con addebito bancario o con carta di credito.

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